L'ABITO TRADIZIONALE DI FERRANDINA


L’abito tradizionale di Ferrandina di SOTIRIS BEKAKOS 

Ogni paese, ogni città ha i suoi usi e costumi. Il costume tradizionale è lo specchio della vita degli abitanti, delle loro usanze e della loro storia. La Lucania è stata sempre una terra piena di fascino e di magia.
 Ogni costume lucano è fatto così come sono fatti i suoi paesi. Ogni piccolo comune vantava il suo costume, nel quale la comunità riconosceva la sua identità culturale, unendo l'antico spirito di sobrietà e di fierezza dei lucani con l'eleganza e lo stile grazioso della civiltà ellenica. È difficile cercare di risalire alle origini dei costumi lucani, in quanto non esistono fonti iconografiche e letterarie che mirano a descrivere oppure a tracciare il percorso storico di nascita, di evoluzione e di scomparsa di questi nel corso della storia. La prima testimonianza del costume lucano la riporta lo studioso Giacomo Racioppi nella sua monumentale opera "Storia dei Popoli della Lucania e della Basilicata". Egli narra che nel Museo del Louvre a Parigi si conserva un gruppo di terracotta trovato ad Atena Lucana, il quale rappresenta una donna in lunga veste "a pieghette" con un mantello a cappuccio eretto sul capo. Esso costituisce la prima testimonianza dell'antico costume indigeno lucano risalente al IV secolo a.C. Anche in Grecia, nel territorio della Laconia, e in particolare nella penisola della Mani, il costume tipico delle donne nell'antichità è simile a quello lucano (lunga veste con un mantello a cappuccio). Il costume femminile tradizionale di Ferrandina del sedicesimo, del diciassettesimo e del diciottesimo secolo è una delle tante testimonianze di fusione di elementi lucani e di elementi greci. È uno dei più originali e caratteristici fra i costumi del Mezzogiorno d'Italia. Si compone di una camicia a maniche rigonfie rimboccate sui polsi, detta cammisa. Lo stesso tipo di abito si trova anche nel costume tradizionale femminile della Mani. La camicia del costume popolare della Mani è di colore blu scuro con le maniche bianche rigonfie. Sui lembi delle maniche del costume di Ferrandina è ricamato il meandro, che è uno dei tanti simboli della civiltà ellenica. Sul costume della Mani non c'è il meandro, ma sui lembi delle maniche ci sono vari ricami e vari decorazioni floreali. Il costume ferrandinese è composto in maniera simile a quello mainota da un fazzoletto, chiamato maccaluri (giallo, bianco o nero), che viene portato sulla testa, dalla cintura di cotone di color bianco con le strisce gialle. La donna di Ferrandina portava anche un corpetto di castoro color scarlatto, guarnito sui fianchi di galloni dorati cutunera. Portava anche una gonna bianca a pieghe, detta fusto, perché era di un tessuto che si produceva a Ferrandina, la ferlandina detta anche fustagno. La donna della Mani portava anch'essa una gonna bianca a pieghe, fatta di fustagno, detta in dialetto fusta. Le donne di Ferrandina portavano in testa, durante le varie feste, un cappello a forma di elmo greco. Mentre nella vita quotidiana, esse portavano in testa il fazzoletto bianco o giallo o nero, proprio come le donne della Mani. D'inverno, le donne di Ferrandina indossavano una sopraveste nera, detta gunnedda; essa era sostenuta sui lembi da ganci e catenine di argento. Portavano anche il grembiule nero, detto sunale, agganciato anch'esso da catenine d'argento, con vari orpelli di oro e d'argento. Anche le donne della Mani portavano una sopraveste nera e un grembiule nero, durante i lavori domestici o durante la raccolta delle olive. Gli uomini di Ferrandina indossavano una giubba e un farsetto di color scuro e una camicia bianca e lunga. Portavano anche le brache di velluto e di felpa nera, strette sulle ginocchia e infine, le ghette di lana o stivali con bottoni di color imbrunito. Gli uomini della Mani indossavano anch'essi le brache di velluto, di color blu scuro o nero, una camicia bianca ricamata, una cinghia nera e sulla testa portavano o il berretto oppure un fazzoletto nero, legato dietro alla testa. Le scarpe erano fatte di pelle suina ed erano a forma di stivale.

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